martedì 27 ottobre 2009

Gli obiettivi generali dell'Unione Europea

Sono gli obiettivi istituzionali a cui si rivolge l’azione comunitaria. (art. 2, 3 e 4 del Trat. UE e nel Trattato di Maastricht del 1992). Gli obiettivi a cui è rivolta l’azione dell’ UE sono:
• Obiettivi economici generali, mercato comune ed unione economica e monetaria, sviluppo economico, contrastare la crescita dell’inflazione, favorire la concorrenza, convergenza dei sistemi economici e fissare un alto livello di occupazione in tutta l’unione.
• Obiettivi economici particolari, ravvicinamento delle legislazioni degli stati membri in tutte le materie di competenza concorrente o dettare norme comuni nelle materie di competenza esclusiva comunitaria (creare uno spazio comune di libero scambio eliminando dazi doganali e restrizioni o tasse.
• Obiettivi sociali, favorire un ravvicinamento delle legislazioni degli stati membri nelle materie di competenza concorrente, favorire pari opportunità tra uomini e donne, favorire la coesione sociale e la solidarietà, migliorare il tenore di vita delle persone.
• Obiettivi di cooperazione, favorire la cooperazione degli stati membri con gli stati terzi in materia economica e commerciale, favorire l’associazione con i paesi d’oltremare, favorire la cooperazione tra gli stati membri in materia di politica estera, sicurezza interna e difesa e amministrazione della giustizia.
• Garanzia delle quattro libertà fondamentali
Garantire e favorire il rispetto all’interno del territorio della libera circolazione di persone, merci, servizi e capitali sopprimendo tutti gli ostacoli e le misure discriminatorie.

lunedì 26 ottobre 2009

Il principio generale di proporzionalità (necessity clause)

Strettamente connesso al precedente ma a differenza di esso ha una portata generale che abbraccia tutte le attribuzioni rientranti nella competenza degli organi comunitari e si basa sul concetto di necessarietà di raggiungere gli obiettivi comunitari. “l’Unione può intervenire ogni volta che lo ritenga necessario per raggiungere i propri obiettivi istituzionali”. Esso è relativo soprattutto alla forma giuridica che possono assumere di volta in volta gli interventi comunitari, e quindi i limiti formali prima di quelli sostanziali che i medesimi incontrano per la regolamentazione della singola fattispecie. Il contenuto del principio di proporzionalità → definito dalla Corte di Giustizia in diverse sue pronunce contenenti i caratteri fisiologici della nozione di necessarietà, la quale verifica va condotta caso per caso.

Il principio generale di sussidiarietà

Introdotto con il Trattato di Maastricht. Con tale principio l’Unione europea può intervenire per disciplinare le materie che non rientrano nelle sue competenze esclusive (materie di competenza concorrente) nei casi in cui l’intervento degli Stati membri non risulti sufficiente al raggiungimento degli obiettivi comunitari fissati dal Trattato. Esso mette a disposizione degli Stati membri una sorta di norma in bianco idonea a legittimare gli interventi normativi comunitari in qualsiasi materia concorrente. Deve ritenersi escluso un intervento comunitario ogni volta un risultato efficace per la realizzazione degli obiettivi comunitari possa essere raggiunto anche tramite un intervento normativo degli stati membri.

Il metodo generale del Global Approch

Le competenze comunitarie coprono ormai la quasi totalità delle materie tanto da far dubitare dell’esistenza di sfere di attribuzione spettante in via esclusiva agli stati. → Erosione della sovranità statale anche per le cinque materie costituenti le espressioni caratteristiche e irrinunciabili della sovranità statale (relazioni internazionali, difesa esterna, sicurezza interna, giustizia e tributi) l’Unione europea ha manifestato il suo interesse politico ed è entrata in tali materie con carattere sempre più invasivo. Le uniche materie che sono rimaste nelle competenze esclusive degli stati sono ancora le cinque materie caratteristiche della sovranità statale (organizzazione interna dei poteri dello Stato, pubblica amministrazione, diritto alla famiglia, diritti inviolabili dell’uomo stabiliti dalle convenzioni e dalle dichiarazioni internazionali).

Il principio della separazione dei poteri

Le attribuzioni devolute agli organi comunitari sia in materie esclusive che in quelle concorrenti sono ripartite tra i diversi organi comunitari in forza del principio di separazione dei poteri. Anche nel diritto comunitario esiste la tripartizione legislativo, amministrativo e giurisdizionale in cui si esprime il principio della sovranità.
La potestà legislativa → esercitata dal Consiglio (ma in alcuni casi può essere esercitata anche dalla Commissione o dal Parlamento) (coodecisione legislativa)
La potestà amministrativa → compete alla Commissione europea ma per alcune attribuzioni anche ai Comitati o Commissioni appositamente istituite.
La potestà giurisdizionale → o di controllo sull’operato degli altri organi è esercitata dalla Corte di Giustizia e dal Tribunale, ma per alcune attribuzioni anche dalla Corte dei Conti, dal Parlamento e perfino dalla Commissione.

Il principio generale di attribuzione

La devoluzione dei poteri autoritativi agli organi comunitari avviene per settore di attività (nei Trattati istitutivi sono elencate le materie in cui gli organi comunitari possono intervenire in via esclusiva e senza interferenze degli stati (c.d. materie di competenza esclusiva) o materie in cui la competenza degli organi comunitari concorre con quella degli Stati (c.d. Materie di competenza concorrente). → tali elencazioni devono ritenersi tassative (c.d. principio di tassatività delle attribuzioni) in modo tale da delimitare in modo certo la sfera di attribuzioni devoluta all’UE (c.d. principio di attribuzione). (art. 5 § 1 Trat. UE)
Tal testo del Trattato UE si può desumere il seguente scenario istituzionale:
• Le 3 funzioni fondamentali a cui si rivolge l’azione dell’Unione europea → attribuzioni comunitarie esercitate in via esclusiva dagli organi comunitari:
- assicurare il corretto funzionamento del mercato comune e in particolare dell’Unione economica e monetaria (UEM) esecutiva dal 1992 e rafforzata con l’introduzione dell’euro dal 1999;
- garantire nel mercato comune lo svolgimento delle relazioni economiche basate sulla libera e giusta concorrenza tra i diversi operatori economici (principio del libero mercato) e contrastare tutte le pratiche volte ad alterare la giusta concorrenza (pratiche abusive di concorrenza sleale)
- tutelare la libera circolazione e stabilimento nel territorio comunitario delle persone, merci, dei servizi e dei capitali (4 libertà fondamentali dell’Unione)
• ci sono dei settori strategici riservata alla competenza degli organi comunitari (agricoltura, trasporti, rete transazionale, politica commerciale, politica monetaria e valutaria, cooperazione commerciale con i paesi d’oltre mare.
• La maggior parte delle materie devolute all’UE rientrano solo in parte nelle attribuzioni degli organi comunitari poiché in tali materie la competenza dell’Unione concorre con quella degli Stati. (materie di competenza concorrente: politica economica, protezione dei consumatori, energia, turismo, lavoro, immigrazione, protezione civile, sanità, sviluppo…)
• Ci sono una serie di compiti devoluti agli organi comunitari che non sono attribuzioni istituzionali ma poteri di promozione alla cooperazione fra gli stati membri. E sono 4 settori di attività: promozione della politica estera comune degli stati membri verso stati terzi, difesa esterna dell’UE, promozione della cooperazione nei settori della giustizia e degli affari interni degli Stati membri.

I principi generali del diritto tributario comunitario

Il diritto tributario comunitario si ispira a diversi principi generali che ne costituiscono il nucleo fondamentale, desunti dall’impianto normativo del diritto comunitario.

Mentre nel diritto tributario internazionale quelli che sono definiti “principi generali del diritto tributario internazionale” acquistano un’autonomia giuridica nel sistema delle fonti di tale branca del diritto, invece “i principi generali del diritto tributario comunitario” non sono un’autonoma fonte del diritto comunitario diversa dalle altre, ma essendo contenute nel Trattato UE acquistano la stessa efficacia del trattato istitutivo collocandosi al vertice delle fonti del diritto comunitario. (principi o norme di rango costituzionale).

Struttura organizzativa dell’UE e delle attribuzioni funzionali degli organi comunitari → gli organi comunitari che potenzialmente possono intervenire in materia tributaria sono tre: il Consiglio, la Commissione e la Corte di Giustizia. Nessuno di essi ha potestà tributarie e neppure esistono organi istituzionali dell’UE in grado di esercitare poteri assimilabili a quelli degli stati membri. (se non in occasioni di conferenze internazionali).

Poteri degli organi comunitari → semplici attribuzioni conferite all’organizzazione internazionale che essi rappresentano per volontà degli stati che vi aderiscono ed in funzione degli scopi perseguiti dall’organizzazione internazionale. (poteri derivanti o attribuiti per volontà degli stati).

Devoluzione dei poteri autoritativi agli organi comunitari → corrispondente limitazione dei poteri sovrani degli stati (c.d. autolimitazione di sovranità) giustificata alla natura delle organizz internaz che non si pongono in contrasto con i fini istituzionali dei singoli stati. Tale autolimitazione di sovranità si estrinseca sia in comportamenti passivi degli stati che consentono il libero esercizio dei poteri devoluti agli organi comunitari (acquiescenza) e sia in comportamenti positivi degli stati finalizzati a dare attuazione agli obblighi comunitari o collaborazione in vista di obiettivi comunitari (cooperazione). La legittimazione dei poteri autoritativi riconosciuti agli organi dell’UE è relativa all’investitura manifestata dagli stati e non ci sarebbe bisogno di una investitura popolare se non fosse per la lontananza degli organi comunitari dalle singole collettività popolari (diffidenza del popolo verso l’esercizio dei poteri autoritativi da parte di organi scelti direttamente su base popolare). Per tale motivo anche l’ordinamento comunitario ha dovuto riconoscere il principio generale di democraticità come fondamento ultimo ed originario della propria legittimità→ esso trova espressione nell’elezione a suffragio universale dei componenti del Parlamento europeo, organo supremo dell’UE con potere amministrativo e normativo degli altri organi comunitari non eletti a suffragio universale ma designati dai Governi degli stati membri.

I principi generali del diritto comunitario (anche tributario) possono essere distinti in due gruppi: il primo si compone dei principi generali che attengono alla dimensione organizzativo-funzionale dell’UE o alle ripartizioni delle attribuzioni devolute all’UE fra i suoi diversi organi istituzionali; il secondo gruppo si compone invece dei principi generali relativi alla dimensione sostanziale e contenutistica del diritto comunitario (obiettivi e finalità istituzionali al cui perseguimento si rivolge l’intera organizzazione comunitaria).